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Marmo e porfido

Marmo

Il marmo è un tipo di roccia calcarea, di vario colore o variegata e striata, che viene tagliata in blocchetti o in lastre e impiegata come materiale per costruzioni, decorazioni, rivestimenti. E' formato principalmente da carbonato di calcio e trae origine dalla metamorfosi di rocce sedimentarie come il calcare e la dolomite, la cui ricristallizzazione da origine a un materiale i cui componenti accessori sono quarzo, grafite e idrossido di ferro. Il marmo per eccellenza è il marmo bianco, che assume questa tinta a causa della mancanza di impurità nelle rocce da cui si origina. Se in queste, invece, sono presenti altri materiali, come argilla, limo, sabbia, selce, ferro, il marmo finale avrà un colore diverso (il più comune è il grigio a macchie o venature). Il marmo è un tipo di roccia molto splendente, grazie alla capacità di essere penetrato dalla luce che lo colpisce, prima di essere rifratto: l' effetto è quello di una pietra molto luminosa e bella. Possiede inoltre proprietà di porosità e vulnerabilità a sostanze di origine acida, che intaccano la sua struttura calcarea.

Le cave dove il marmo viene estratto possono essere a cielo aperto, in sottotecchia e in sotterraneo (questi ultimi due tipi prevedono l' escavazione all' interno della montagna). Gli strumenti ad oggi utilizzati per il taglio dei marmi in cava sfruttano principalmente le fratturazioni naturali presenti nella massa marmorea e sono: il filo elicoidale (ormai raramente), le tagliatrici a filo diamantato e le tagliatrici a catena. Nella coltivazione a cielo aperto, a seconda del sistema di escavazione adottato, le cave possono assumere le forme di fossa, di gradino o di gradinata.

Utilizzi del marmo

Il marmo veniva usato sin nell' antichità, soprattutto come materiale per la realizzazione di sculture e opere architettoniche. Si pensi, ad esempio, al magnifico marmo immacolato che Michelangelo adoperava per 'estrarre' le sue sculture dalla roccia, selezionato con cura dallo stesso artista presso le cave di marmo bianco a Carrara, in Toscana. Il marmo serviva anche nella costruzione di opere architettoniche (si consideri il Partenone di Atene, ad esempio) e già ai tempi dei Romani, i quali ereditarono l'utilizzo del marmo dall' influenza della cultura greca, si distinguevano diverse varietà di questa roccia: il marmo 'giallo antico', il marmo 'africano' (marmo nero con clasti di vari colori), il marmo 'pavonazzetto' (fondo biancastro con venature e macchie purpuree), il marmo 'cipollino' (di colore bianco-verdastro) e con nervature verdi) e il marmo 'rosso antico'.

Al giorno d' oggi, il marmo viene utilizzato per l' architettura e l' arredamento, principalmente. Ad esempio, tavoli, piani da cucina, scale, fontane, scrivanie sono realizzabili in marmo, il quale può venire opportunamente rifinito, soprattutto a scopo decorativo. Le finiture usate per l' arredamento interno sono: finitura lucida (la superficie di marmo viene levigata con abrasivi che la rendono licia e opacizzata), finitura spazzolata (il marmo viene levigato con spazzole abrasive che lasciano una certa irregolarità al tatto), finitura anticata (i pori della roccia vengono riempiti da una resina naturale cos' da rendere il marmo più compatto e protetto), finitura antimacchia (trattamento specializzato per limitare l' assorbimento di liquidi e la formazione di aloni).

I blocchi provenienti dalle cave vengono lavorati essenzialmente in due forme, a formare lastre o blocchetti. I blocchetti possono essere di varia dimensione e servono in genere per le costruzioni. Le lastre hanno uno spessore che varia da 1 cm a 30 cm e vengono in genere impiegate come rivestimento per pareti o pavimenti. Il marmo viene usato anche industrialmente, ad esempio la sua polvere pura serve per la produzione di coloranti, vernici, dentifrici.
Il prezzo del marmo varia a seconda del pregio, delle dimensioni, della provenienza e del tipo di lavorazione e finitura adottate.

Porfido

Il porfido è una roccia vulcanica effusiva formata da una pasta vetrosa o microcristallina che presenta, dispersi al suo interno, piccoli cristalli di quarzo, miche, feldspati. Il colore del porfido è variabile e spazia dal grigio chiaro a un marrone medio. Il porfido viene considerato spesso come la pietra regina dei materiali lapidei. Infatti le sue caratteristiche principali sono la durezza e la resistenza all' usura e alle sollecitazioni meccaniche esterne.

I tipi di porfido più usati sono: il porfido granitico (roccia a struttura porfirica che ha la composizione chimica e mineralogica dei graniti), il porfido quarzifero (roccia effusiva a struttura porfirica derivante da un magma di tipo granitico, caratterizzata per lo più da una struttura vetrosa), il porfido rosso antico (varietà di porfirite in cui i feldspati e la pasta di fondo sono colorati da piemontite) e il porfido verde antico (con pasta di fondo verde scuro e fenocristalli di labradorite).

Utilizzi del porfido

Il porfido era molto utilizzato già dagli Etruschi, specialmente per costruzioni architettoniche, e dai Romani e Bizantini, che lo impiegavano come materiale ornamentale e per la realizzazione di sculture. Oggi, il porfido viene lavorato in forma di cubetti grezzi per pavimentazioni stradali e marciapiedi o in forma di lastre lucidate e rifinite per pavimenti e scalinate. Proprio per la sua durezza, viene spesso adoperato per applicazioni all' esterno degli edifici, poiché resiste al freddo e a temperature molto elevate, per rivestimenti e pareti.

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