Gli oggetti e i beni d' antiquariato, e questo ce lo suggerisce il vocabolo stesso, sono produzioni che risalgono alle epoche passate e che conservano ancora oggi il potere del fascino e del bello artistico, specialmente grazie alla caratteristica che li rende veramente preziosi: la loro rarità. E' per questo che i pezzi d' antiquariato sono molto pregiati e costosi, e vengono valutati anche in base all' epoca a cui risale la loro costruzione. Per limitare i danni del tempo e prevenirne di futuri, è necessario che l'antiquario, prima di esporre o vendere in negozio o all' asta un oggetto d' antiquariato, effettui un' accurata e minuziosa opera di restauro. Il restauro è quindi l' operazione che ha lo scopo di reintegrare o sostituire, per assicurarne la conservazione nel tempo, le parti deteriorate degli oggetti d' antiquariato, siano essi mobili, libri o manoscritti, gioielli, orologi, di particolare pregio artistico o valore storico.
L' attività del restauratore deve contemplare diversi aspetti tutti fondamentali per la buona riuscita della 'messa a nuovo' dell' antico, come una conoscenza perfetta del materiale con cui l 'oggetto è stato tradizionalmente realizzato, delle sue proprietà e del suo comportamento del tempo, nonché delle tecniche specifiche superficiali e decorative che lo hanno foggiato. Se, infatti, il restauratore è incompetente a riguardo, è facile che si verifichino errori irreparabili e che l'oggetto venga irrimediabilmente rovinato, che il suo fascino antico vada perduto. Quindi è opportuno che l' occhio di chi rimette a nuovo un bene antico sia costantemente attento sia a esercitare un' estrema cura e precisione, onde evitare danni, sia a mantenere un 'filo di continuità' con le tecniche impiegate nella realizzazione del bene, seppur applicategli secoli addietro. E' questa la bravura di un restauratore: lavorare e maneggiare un opera già terminata da ignoti per riportarla in tutto il suo splendore.
Un restauro può essere conservativo od integrativo. Il restauro conservativo interviene sul mobile consolidando le parti già esistenti, modificandole al minimo, mentre quello integrativo prevede un' intervento più drastico, ricostruttivo (ad esempio, ricostruire la gamba mancante di un tavolino).
Com'è facilmente prevedibile, l' attività di restauro comprende l' utilizzo di utensili e attrezzi specifici, nonché di prodotti naturali e chimici. Riguardo, ad esempio, il restauro di gioielli ed orologi, è necessario smontare le parti che formano l' oggetto e sottoporre tutti i diversi componenti a una serie di interventi per eliminare lo strato di ossidazione sulla superficie. Poi è opportuno lubrificare e rettificare parti non funzionanti, ad esempio le lancette di un orologio, ricostruire parti rovinate e lucidare. A titolo di esempio, sarà utile spiegare come avviene il restauro di un mobile antico.
Innanzitutto, i materiali che devono essere impiegati possono essere naturali (come resina, gomma, grassi, oli, pasta di fecola) e/o sintetici, ovvero sviluppati con la chimica organica. Di questi ultimi, il restauratore deve conoscere al meglio i risultati che hanno sul legno, ricordando di non considerare solo gli effetti immediati.
Come prima cosa, è necessario verificare quali sono le parti di falegnameria che devono essere re-incollate o consolidate o ricostruite, procurandosi, eventualmente da un artigiano specializzato, la parte mancante, che abbia stessa forma dell' originale e soprattutto sia dello stesso tipo di legno. Il restauratore deve procedere a smantellare il mobile, se necessario, operazione che richiede l' utilizzo di martello di legno e di gomma, scalpello a penna, siringhe (per iniettare solventi nelle parti da scollare), piede di porco, cacciaviti e spatole per stuccare. Una volta fatto ciò, il restauratore deve pulire il mobile. L' operazione di pulitura è estremamente delicata, poiché è fondamentale che sia mantenuta intatta e identica all' originale la patina che contraddistingue ogni mobile, ovvero lo strato di colore superficiale che il legno ha assunto nel tempo. E' per questo che sono sconsigliabili acidi di ogni genere e abrasivi. Prima di pulire il mobile è necessario sgombrare qualsiasi residuo polveroso all' esterno e all' interno, utilizzando un aspiratore ad aria compressa. La pulitura vera e propria avviene utilizzando pennelli di setola, spatole e raschietti necessari per asportare la vernice dalle modanature, pistola ad aria calda, che serve per asportare in un solo colpo più mani di vernice, utensili da taglio e prodotti per la sverniciatura. Fatto ciò il restauratore può riassemblare i pezzi eventualmente smontati, usando collanti naturali o artificiali adatti al particolare tipo di legno. Infine, la lucidatura. Quest' operazione serve a ridare al mobile tutto il fascino e lo splendore di un tempo e avviene secondo il metodo 'a cera' oppure secondo il metodo 'a gommalacca'.
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